III CONCORSO ENOLOGICO REGIONALE
01 MARZO 2018
IV MOSTRA DEI VINI VENETI
VILLAGANZERLA DI CASTEGNERO
09 - 25 MARZO 2018

LA MANIFESTAZIONE DI SAN GIUSEPPE

Tutto cominciò quando nel 1902, fu mandato Don Tarquinio in sostituzione del parroco di
Villaganzerla Don Giuseppe Baio, il quale versava in pessime condizioni di salute tali da condurlo
alla morte il 25 novembre 1902.
Ma si sa, le istituzioni devono rispettare i canoni e fu aperto il regolare concorso per il vacante
beneficio parrocchiale. Don Tarquinio vi partecipò ma vinse un altro. Per il popolo fu una doccia
fredda e ritenne di aver subito una palese ingiustizia.
Da quel momento cominciarono le proteste contro il vescovo qui e a Vicenza. I paesani si
ostinavano a non volere altri preti fuorché don Tarquinio. Questa situazione durò fino al 22
gennaio 1904, quando la popolazione si calmò.
Per sbloccare la situazione il vicario, inviò a Villaganzerla don Munaretto che arrivò il 18 marzo
1905 senza incontrare anima viva. Dopo questa gelida accoglienza, il giorno successivo,
domenica 19 marzo, prese possesso della parrocchia in mezzo a una folla di popolo curioso che
se non dava segni di gioia neppure si mostrò ostile. Certamente don Ubaldo lasciò la sua
impronta nel paese e nel cuore della gente. I parrocchiani in un'atmosfera di armonia, decisero
di rimediare al mancato festeggiamento per l'arrivo del nuovo parroco, allestendo una
grandiosa sagra per l'anniversario, 19 marzo 1906.
Fu così grande da far passare in secondo piano quella tradizionale del rosario e si rinnovò tutti
gli anni susseguenti diventando la sagra di San Giuseppe, anniversario dell’ingresso del parroco.
Si andò avanti negli anni con un susseguirsi di tradizioni, la più amata è stata “l’alzata del
musso” sul campanile; veniva innalzato un musso e si scommetteva sul peso dello stesso
comprando un biglietto. Tradizione che fece da antenata alla lotteria dei giorni nostri.
Negli anni ’70 nacque il Comitato Manifestazioni Popolari (C.M.P.), grazie ad un gruppo di
paesani che vollero rilanciare la festa. Nel 1977 la tradizione del musso finì per motivi burocratici
e il comitato cercò nuove idee ed attività per ravvivare la Festa di San Giuseppe.
Nel 1997, durante una delle abituali riunioni del Comitato, un socio suggerì scherzosamente di
proporre nel menù delle Festa la quaglia allo spiedo. Dopo varie prove, il primo anno furono
cucinate 200 quaglie e oggi, a distanza di 16 anni, con una ricetta sempre più perfezionata e
De.Co., i nostri spiedi preparano 5000 quaglie.
Dal 2010 grazie all’amministrazione comunale che ha messo a disposizione un nuovo spazio, la
festa si è potuta esprimere al massimo delle sue potenzialità con un palatenda di 3.600 mq
riscaldato e pavimentato, 2000 posti a sedere e un’affluenza di 25.000 persone nell’arco dei tre
week end della manifestazione. Grazie a queste caratteristiche, la Festa di San Giuseppe è
conosciuta in tutto il triveneto ed è considerata una delle più apprezzate nell’area berica.
Proprio per gestire al meglio questa festa in continua crescita, nel 2013 il vecchio Comitato si è
trasformato in una associazione riconosciuta denominata Associazione Manifestazioni
Popolari.
Nicola Varo presidente A.M.P.

SIMPOSIO: IL PERCHE’ DI UNA SCELTA

Il Symposion era l’espressione centrale della convivialità nell’antica Grecia, mutuata poi anche
dalla civiltà romana. Una pratica nel segno di Dioniso per i greci e Bacco per i romani che aveva
come Medium il vino. Riconciliava lo spirito e il cuore: di fatto era una metafora del governo
della Polis. Alla città non poteva succedere niente di positivo senza il regolare esercizio di
questa consuetudine. Testimonianze di questa pratica si hanno nei drammi di Euripide “Le
Baccanti”, “Ione”, nell’omonimo dialogo Symposion di Platone e nei dipinti di tanti vasi e
anfore dell’epoca. Dopo il banchetto conviviale i commensali bevevano secondo le prescrizioni
del simposiarca, intonavano canti, si dedicavano ad intrattenimenti di vario genere come la
recita di carmi, danze, conversazioni, giochi e altro. Non solo rito sociale, era anche un atto
religioso, un vero sacramento e ciò che colpisce nel banchetto il fatto che nel Symposion c’è in
qualche modo la prefigurazione dell’eucarestia.
Albano Mazzaretto, giornalista
IL SALUTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Quando tre anni fa ci è stata proposto di collaborare all’organizzazione di una mostra/concorso
dei vini, la risposta del Comune è stata fin da subito positiva ed entusiasta.
Infatti nell’area Berica fino ai primi degli anni 90 si organizzavano due importanti
manifestazioni che hanno concretamente aiutato il territorio ed i produttori a presentare
prodotti di eccellenza.
L’Area Berica ha la necessità di collaborare a 360° con tutte le sue tipicità ad un progetto di
valorizzazione territoriale,dove si possano mettere a sistema la specificità e la bellezza del
territorio,
La cultura, l’arte e l’ambiente per poter promuovere un progetto turistico di ampio respiro che
contribuisca a farci uscire dalla marginalità.
Un progetto di crescita sociale ed economica delle nostre comunità che veda al centro la
qualità della vita che qui è fortemente legata alla qualità della filiera agroalimentare e quindi
all’ambiente.
L’Amministrazione Comunale in questo senso ha intrapreso, dal suo insediamento, una serie di
progetti ed investimenti atti alla valorizzazione non solo di Castegnero, ma di tutto il territorio
nel quale è inserito.
L’edizione 2017 della mostra vedrà una serie di attività di formazione e di accompagnamento
rivolte al pubblico, perché il pubblico divenga, attraverso la conoscenza dei prodotti vinicoli, il
protagonista della mostra ed il propagatore qualificato delle potenzialità dell’area berica per un
turismo slow di qualità.
Il Sindaco Luca Cavinato
Il Consigliere Comunale delegato Luca Finello